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Contro l’influenza e i raffreddori?

Contro l’influenza e i raffreddori? Frutta e verdura di stagione (cavoli e broccoli al top). Mangiare leggero è la prima regola perché l’organismo sta impegnando le sue energie per debellare l’infezione.

Le nonne dicevano che per tenere alla larga influenze e raffreddori bisognava bere molte aranciate e, una volta «colpiti», si doveva tenersi in forze, sforzandosi di mangiare molto anche se l’appetito era scarso Saggezza popolare o invenzioni?

«Che l’alimentazione abbia un ruolo protettivo anche nei confronti delle malattie influenzali o di quelle parainfluenzali è senz’altro vero — risponde Stefano Erzegovesi medico nutrizionista, primario del Centro per i disturbi alimentari dell’Ospedale San Raffaele di Milano — ma questo non significa sia vero tutto quello che dice la tradizione popolare. La prima regola, quando si sta poco bene, è infatti, proprio al contrario di quel che si pensava, mangiare poco e “leggero”. Questo perché l’organismo sta impegnando tutte le sue energie per debellare l’infezione: non bisogna perciò affaticarlo ulteriormente imponendogli impegnativi e lunghi processi digestivi dovuti a pasti abbondanti».

Ci sono alimenti «fortificanti»?
«In inverno, mangiamo più broccoli e meno pomodori, ricchi di principi utili quando fa caldo. Oltre alla famiglia delle crucifere: cavoli verdi e rossi, broccoli, rape e cime di rapa, possiamo mettere in tavola le carote tutte le verdure che crescono sottoterra al freddo e “per resistere” hanno le stesse caratteristiche di ricchezza in antiossidanti di cavoli e affini. Oltre alle carote, penso alle Liliacee (cipolla, cipollotto, porro, scalogno). Non dimenticando che tutti questi ortaggi sono ricchi di fibra».

Che ruolo ha la fibra per difenderci?
«La fibra, presente anche nei creali integrali e nei legumi, agisce sulle popolazioni batteriche amiche del nostro intestino, migliorando il nostro metabolismo e regolando le difese immunitarie. Le fibre vengono “mangiate” dai batteri buoni che, come risposta, producono acidi grassi a catena corta, come il butirrato, un “immunomodulatore” che regola le difese immunitarie: le incrementa se sono basse, le riduce se sono in eccesso, come succede nelle persone a rischio allergie».

Le spremute agli agrumi sono utili?
«Gli agrumi sono un’ottima fonte di vitamina C e di bioflavonoidi che facilitano l’assorbimento della vitamina C, come fa la quercetina negli ortaggi citati prima. I flavonoidi sono però presenti soprattutto nel frutto intero da preferire alla spremuta. Altro consiglio, utile soprattutto se si assumono antibiotici che mettono in subbuglio la flora intestinale: non farsi mancare prodotti fermentati come yogurt e kefir, amici dei batteri buoni dell’intestino. Allo stesso scopo sono utili anche i prebiotici, cioè le fibre di cereali integrali, legumi, frutta e verdura».

E i liquidi?
«Sì alle bibite calde: danno una sensazione di calore piacevole se si hanno i brividi per la febbre e fluidificano il muco favorendone l’espulsione. Inoltre, aiutano a idratarsi – cosa di cui si ha bisogno anche in inverno nelle nostre abitazioni molto riscaldate- e riducono la sensazione di gola secca. Via libera a brodi tè e tisane. Altro consiglio, anche se col cibo non c’entra, per star lontani da virus e batteri: lavarsi spesso e bene le mani, che sono veicolo di contagio».

fonte: corriere.it (articolo di Daniela Natali)